19 Maggio 2008

Emozione fantastica

Ad ottobre di quest'anno saranno la bellezza di 20 anni che pratico Arti Marziali, ed ho capito che davvero la propria forza va usata solo per dissuadere gli altri dal nuocere con la propria. combattere è fantastico, allenarsi con il solo scopo di crescere, di imparare dall'avversario a conoscere se stessi, i propri limiti, la propria forza, mettendoci tutta la propria concentrazione, il proprio spirito.. imparare a vedere attraverso la risposta alle tecniche dell'avversario le proprie debolezze, sentire il ritmo del combattimento salire, il battito cardiaco farsi più intenso, ogni singolo senso proiettato a capire,quasi a leggere nell'avversario quale colpo ha intenzione di sferrare, dove intende indirizzare il proprio attacco, come usare a proprio vantaggio il prossimo attacco che lancerai.. un'emozione che non ha pari, che ti sfinisce, lasciandoti sdraiato sul tatami, o sul tappeto, o sul pavimento, con dolori ovunque.. dolori causati dallo sforzo e dalla tensione, perchè mai nel combattimento propriamente detto il colpo deve raggiungere il colpo dell'avversario: deve penetrarne le linee di difesa, ma mai offenderlo. Tuttavia esistono combattimenti in cui queste emozioni si amplificano, ti prendono togliendoti la cognizione del tempo, dello spazio: ci siete solo "tu" il tuo avversario ed il controllo che puoi esercitare sulle tue facoltà: oggi, dopo un periodo un pochino "sfigato" e stramaledettamente pieno di impegni ho incontrato un degno avversario. si chiama Riccardo e pure lui è membro di questa community e sono sicuro verrà a leggere questo diario: pratica una magnifica arte marziale che si chiama win-chan: ci siamo incontrati nell'atrio della palestra del cus, siamo arrivati assieme ed abbiamo prenotato assieme il "ring". tutti e due volevamo fare un pochino di "esercizi a corpo libero", nessun combattimento, così quando abbiamo visto che volevamo entrambi la stessa cosa ci siamo presentati ed abbiamo deciso di allenarci assieme. Dopo aver finito di fare riscaldamento ci siamo guardati ed all'unisono abbiamo detto: "combattiamo"? ci siamo messi disposti l'uno davanti all'altro, ci siamo "salutati" e poi: In guardia. i primi minuti sono passati tra saltelli, finti passi e sguardi di studio per capire come approcciare il combattimento, poi all'improvviso tempesta: in noi è scattato qualcosa, forse abbiamo entrambi capito di trovarci in presenza di un avversario con cui poter alzare il livello, pensiero che si è tramutato in certezza quando gli ho visto schivare un calcio rovesciato con un "flick" laterale. arrivati a quel punto ci siamo scatenati, guardie dinamiche, attacchi repentini, capriole, schivate di tutti i livelli: un livello che forse ho raggiunto poche volte con un avversario a me sconosciuto.. incredibile: più alzavamo il controllo più ci sentivamo a nostro agio, colpo su colpo, parata contro parata, pugno dopo pugno, nessuno di noi riusciva ad insinuare un attacco nella difesa dell'altro (piuttosto se qualcuno ha filmato quel combattimento mi contatti, così me ne prendo una copia). Alla fine eravamo distrutti, ci siamo guardati di nuovo ed è scattato il saluto, ci siamo guardati intorno e c'era una folla di ragazzi ed istruttori assiepata attorno al ring a guardarci, nessuno dei due se ne era reso conto, ma erano passate tre ore! un'esperienza da rifare, vero Riccardo? dimmi solo quando, io sono pronto quando vuoi... magari dammi solo il tempo di riprendere fiato!

3 commenti

Vai alla home di questo BLOG Segnala un abuso nel post

Studenti.it Iscriviti alla community di Studenti.it Segnala un abuso Crea il tuo blog Foto Vip
© BanzaiMedia | Community | Tutti i video | Testi canzoni | Cinema e Film | Aiuto e supporto